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Cani da guardia

C'era una volta Il GIornale.
C'era una volta Berlusconi editore e solo editore.
C'era una volta tal Indro Montanelli libero e ineguagliabile pensiero.
C'era e adesso non c'è più.

C'è Il Giornale.
C'è una fitta schiera di cagnolini da guardia.
Su qualsivoglia quotidiano italiano incontriamo un muro di Non-Giornalismo, ma Il (non)Giornale
è davvero la quintessenza della distruzione giornalistica, dell'annientamento della dignità umana.
I fatti non vengono raccontati, ma i nemici vengono demoliti.
Il Nano viene processato, e nonostante il suo scudo atomico anti-condanna i suoi cagnetti subito si lanciano all'attacco delle toghe, colpevoli di fare il loro lavoro.
Ecco qui come subito il fedele Facci subito inizia a scandagliare il passato della "toga rossa" per incrinare in qualsiasi modo la sua credibilità umana e professionale, qualsiasi modo è lecito, perchè si è permesso di sollevare l'eccezzione di costituzionalità del Lodo VergognAlfano, palesemente illegale.
Ma il vero disgusto non è per il povero Facci, che passa la vita tra rubriche per donne annoiate e l'ossessione per Marco Travaglio(ben 121 articoli contro di lui, se non è ossessione questa!),
ma la folta schiera di disgraziati che commentano l'articolo esprimendo solidarietà e stima allo pseudogiornalista!
Devo dire di esser rimasto alquanto sorpreso di ciò, pensavo che chi sano di mente avesse una certa cultura di navigazione web, avendo accesso ai fatti, non rimanesse imbrigliato nelle bugie di regime e dei suoi patetici cagnetti.
Ma mi sbagliavo.
Non è solo un problema di disinformazione.
E' anche un problema di teste di cazzo.



Pubblicato il 27/9/2008 alle 17.28 nella rubrica 1984.

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