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A Forza di Essere Vento... Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l'uno dall'altro e non vivono soli...a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto.
Quanto mi manca Giorgio Gaber...!!
post pubblicato in 1984, il 29 settembre 2008

 
Sono stanco.
Sono stanco di queste facce.
Ho spento la TV da tempo, non compro più giornali ma niente da fare!!
Continuano ad assilarmi.
Passeggiando per la città sono sovrastato da mastodontici cartelloni che mi ricordano tutto quello che hanno fatto, che fanno e che faranno per me...e così Pier Ferdinando mette in evidenza il ruolo portante della famiglia (mentre lui ed il suo compagno di merende on. Mele animano i festini a base di coca e trans della Roma bene), Gianfranco è solidale con gli eroi delle forze dell'ordine (che massacrano di botte inermi ragazzini al G8 fischiettando faccetta nera e poi lo accompagnano a fare le immersioni nella riserva naturale di Giannutri), Rutelli che non sà neanche le stronzate che scrive ma...COM'E' BELLO PERO'!!!! e poi c'è silvio.. ma lui ormai è quasi uno spasso (arriverà presto un presidente Pilota ed un presidente Assistente di volo?)
Non gli basta possedere televisioni e giornali. Non gli basta farsi fare pompini da quella troia di Bruno Vespa. Non gli bastano le interviste gli speciali gli approfondimenti, le feste dell'unità, i family day, le strette di mano, le loro indignazioni a reti unificate e le comparsate fingendosi simpatici ballando con Malgioglio a Buona Domenica.
Sono stanco di queste facce!!!
Sono stanco di faticare per informarmi.
Giorgio Gaber ha scritto questo dell'informazione italiana.
Giorgio Gaber era un'uomo saggio.
Quanto mi manca Giorgio Gaber...!!!      S.

C'E' UN'ARIA
di G. Gaber
dall'album "Io non mi sento italiano" (2003)

Dagli schermi di casa un signore raffinato
e una rossa decisa con il gomito appoggiato
ti danno il buongiorno sorridendo e commentando
con interviste e filmati ti raccontano a turno
a che punto sta il mondo.

E su tutti i canali arriva la notizia
un attentato, uno stupro e se va bene una disgrazia
che diventa un mistero di dimensioni colossali
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero
che chiamano giornali.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

Ed ogni avvenimento di fatto si traduce
in tanti "sembrerebbe", "si vocifera", "si dice"
con titoli ad effetto che coinvolgono la gente
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto
senza dire niente.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca
l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci aprire le finestre,
lasciateci alle cose veramente nostre
e fateci pregustare l’insolita letizia
di stare per almeno dieci anni senza una notizia.

In questo grosso mercato di opinioni concorrenti
puoi pescarti un’idea tra le tante stravaganti
e poi ci sono le ricerche, tanti pensieri alternativi
che ti saltano addosso come le marche
dei preservativi.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

E c’è un gusto morboso del mestiere d’informare,
uno sfoggio di pensieri senza mai l’ombra di un dolore
e le miserie umane raccontate come film gialli
sono tragedie oscene che soddisfano la fame
di questi avidi sciacalli.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca l’aria.
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca l’aria.

Lasciate almeno l’ignoranza
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza
che quasi fatalmente chi ama troppo l’informazione
oltre a non sapere niente è anche più coglione.

Inviati speciali testimoniano gli eventi
con audaci primi piani, inquadrature emozionanti
di persone disperate che stanno per impazzire,
di bambini denutriti così ben fotografati
messi in posa per morire.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

Sarà una coincidenza oppure opportunismo
intervenire se conviene forse una regola del giornalismo
e quando hanno scoperto i politici corrotti
che gran polverone, lo sapevate da sempre
ma siete stati belli zitti.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca
l’aria,
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

Lasciateci il gusto dell’assenza,
lasciatemi da solo con la mia esistenza
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno
finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno.

Ma la televisione che ti culla dolcemente
presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie
con lo stesso rispetto che è giusto avere
per una lavastoviglie.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...

E guardando i giornali con un minimo di ironia
li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia
che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso
vanno molto bene per accendere il fuoco
o per andare al cesso.

C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria...
C’è un’aria, un’aria, ma un’aria
che manca, che manca, che manca
l’aria.





permalink | inviato da Zimone il 29/9/2008 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Cani da guardia
post pubblicato in 1984, il 27 settembre 2008
C'era una volta Il GIornale.
C'era una volta Berlusconi editore e solo editore.
C'era una volta tal Indro Montanelli libero e ineguagliabile pensiero.
C'era e adesso non c'è più.

C'è Il Giornale.
C'è una fitta schiera di cagnolini da guardia.
Su qualsivoglia quotidiano italiano incontriamo un muro di Non-Giornalismo, ma Il (non)Giornale
è davvero la quintessenza della distruzione giornalistica, dell'annientamento della dignità umana.
I fatti non vengono raccontati, ma i nemici vengono demoliti.
Il Nano viene processato, e nonostante il suo scudo atomico anti-condanna i suoi cagnetti subito si lanciano all'attacco delle toghe, colpevoli di fare il loro lavoro.
Ecco qui come subito il fedele Facci subito inizia a scandagliare il passato della "toga rossa" per incrinare in qualsiasi modo la sua credibilità umana e professionale, qualsiasi modo è lecito, perchè si è permesso di sollevare l'eccezzione di costituzionalità del Lodo VergognAlfano, palesemente illegale.
Ma il vero disgusto non è per il povero Facci, che passa la vita tra rubriche per donne annoiate e l'ossessione per Marco Travaglio(ben 121 articoli contro di lui, se non è ossessione questa!),
ma la folta schiera di disgraziati che commentano l'articolo esprimendo solidarietà e stima allo pseudogiornalista!
Devo dire di esser rimasto alquanto sorpreso di ciò, pensavo che chi sano di mente avesse una certa cultura di navigazione web, avendo accesso ai fatti, non rimanesse imbrigliato nelle bugie di regime e dei suoi patetici cagnetti.
Ma mi sbagliavo.
Non è solo un problema di disinformazione.
E' anche un problema di teste di cazzo.




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permalink | inviato da quartopotere il 27/9/2008 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Ecoballe prima, balle volanti adesso
post pubblicato in 1984, il 26 settembre 2008

Dopo i colpi di scopa del pluriprescritto Silvio Berlusconi, che ha alzato il tappetino napoletano nascondendoci sotto tutta la monnezza che poteva contenere, con l'apporto fondamentale della camorra che di riempire le cave di morte se n'intende, arriviamo in questo periodo ad una nuova ed entusiasmante manovra governativa  gentilmente offertaci dal grande statista maialesco in pieno stile orwelliano.

E pensare che ne conosco diversi di napoletani veraci(ma quanti saranno?) convinti in pieno dalle ecoballe sparate dal Nano e i suoi scagnozzi, col gentile supporto di tutti i media indistintamente.


Già perchè il solo fatto di non avere più la spazzatura sotto la finestra a portata di naso e occhi, ha dato il la al processo di beatificazione e successivo inserimento nell'olimpo dei santi partenopei di San Silvio da Arcore; poco importa se la monnezza è stata abilmente(?) spostata in zone dove l'aumento del tasso di malattie tumorali raggiunge livelli catastrofici, la terra, l'acqua e l'aria non ne possono più.

L'hinterland vesuviano è saturo di centinaia e centinaia di fuochi che avvelenano e bruciano rifiuti di ogni genere, mentre la Germania non è più disposta ad accogliere le ecoballe di morte ad alta tossicità che si mischiano a scarti generici.

Ma bisogna ammetterlo, la "soluzione" alla mucca Alitalia, munta per decenni dai vari governi bipartisan supera davvero ogni immaginazione.

A cominciare dalla (s)valutazione della stessa, effettuata da una piccolo gruppo banchiero che ha tra i principali azionisti gli stessi coraggiosi capicordata berlusconiani.

Oramai, se non cè conflitto d'interessi in Italia non ci si sente proprio a casa.

Dopo aver fatto saltare in aria l'unica soluzione possibile e vantaggiosa per il futuro della (futura ex)compagnia di bandiera, il nostro emerito Nano l'ha abilmente pilotata tra le grinfie dei numerosi immobiliaristi italiani, ansiosi di qui a poco, di vendere tutta la baracca al partner straniero.Bella cordata patriottica!

Con una finta gara d'acquisto, i nostri coraggiosi si preparano a ciucciare la parte buona della defunta compagnia, accollandoci tutti i debitucci della vecchia(una voragine spaventosa), a mietere esuberi come fosse niente, portando le condizioni contrattuali dei dipendenti alitalia al limite della dignità umana come se fossero bestie da macello.

Ovviamente a parte Santoro nessuno ne parla in tv, la mega porcata è bell'e servita.


Ma come dice l'occhialuto Castelli "ce ne sono tanti altri di lavoratori in Italia che stanno peggio di loro".

Grazie Roberto, è grazie alla saggezza dei maiali come te che sprofondiamo sempre più giù ingrassando le chiappe della Casta e dei suoi amichetti.




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permalink | inviato da quartopotere il 26/9/2008 alle 22:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Il Circo dell'Italietta
post pubblicato in 1984, il 20 settembre 2008

Vista da dentro, gli Italiani la trovano normale. Almeno la maggior parte, quella sotto il giogo dei Tg mediasettini, riottani e filoannebbiacervelli. Che sono tutti. La loro Italietta ferita e maltrattata, dove poco funziona (e male), ma sempre "solida" come dichiara il nostro beneamato Premier.
Basterebbe alzare un minutino il naso, e non è poi così pesante, per rendersi conto che all'estero, in Europa, ne sanno molto ma molto più degli Italiani dell'Italia, loro le idee  le hanno chiare, su quello che sta succendendo qui.
Certo è noto che lo sguardo più veritiero è quello che proviene da fuori la mischia, e faremmo bene a dargli un po retta, poi chissà magari qualcuno si sveglia pure.
Riporto un articolo del quotidiano spagnolo(!) "El Pais", tradotto da Italia dall'estero, dal titolo “Presidente, io da lei mi lascerei toccare” :

Silvio Berlusconi aveva annunciato la sua presenza al celebre programma di Rai1 Porta a porta, condotto dall’amico Bruno Vespa, per parlare delle trattative per salvare Alitalia, una crisi che può costare il posto di lavoro a 20.000 impiegati. Al suo fianco, al posto di un sindacalista o di un rappresentante del settore, era seduta la nuova miss Italia, Miriam Leone.

Per la sorpresa di chi aspettava di sentire il Presidente del Consiglio parlare di attualità, è stata miss Italia a prendere la parola in difesa della riforma scolastica del Governo Berlusconi, che prevede il maestro unico alle elementari, come 20 anni fa. “Io, mio padre e noi tutti siamo cresciuti con il maestro unico”, ha detto Miriam Leone. “Ci imponeva più disciplina, era un po’ bruto, ma gli volevamo bene”.

E c’è dell’altro. Con un colpo di scena è comparsa nello studio del programma la campionessa di scherma Valentina Vezzali, fresca vincitrice di una medaglia alle Olimpiadi. La Vezzali ha offerto un fioretto a Berlusconi sfidandolo. Ma il Cavaliere ha rifiutato: “Non la potrei toccare neanche con un fiore”, si è scusato. “Presidente, io da lei mi lascerei toccare”. Ed è sceso il silenzio nello studio, rotto solamente dall’annuncio di Berlusconi che si comprerà un’altra casa sul Lago Maggiore: “Per evitare che caschi in mani straniere”. Il circo di Berlusconi gli ha regalato il 60% di popolarità, cinque punti in più di luglio.


Non è uno zoo questo, gli animali hanno il rispetto dei propri simili.Questo è un circo.

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permalink | inviato da quartopotere il 20/9/2008 alle 13:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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